Codice Rosso passo avanti, ma non basta

Codice Rosso passo avanti, ma non basta

18 luglio

Il “Codice rosso” approvato al Senato rappresenta un passo in avanti sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere ma non basta e rischia di essere l’ennesima occasione mancata.

Il ddl contiene sicuramente delle norme da tempo richieste dallo Spi-Cgil e dai suoi Coordinamenti donne introducendo fra l’altro una corsia preferenziale per le denunce, rendendo le indagini più rapide, inasprendo le pene per i reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi e per quello di stalking, punendo il matrimonio forzato e introducendo il reato di revenge porn.
Rimane però fondamentale avere certezza delle pene, perché non è sufficiente inasprirle se poi rischiano di essere vanificate con una serie di scappatoie legali.

Sul fronte delle risorse invece la legge è a costo zero e non stanzia fondi che sarebbero necessari e urgenti - ad esempio per i centri antiviolenza - recependo solo il finanziamento di 7mln di euro dal 2020 già previsto nella Legge di Bilancio per gli orfani di femminicidio.
Nulla è infine previsto sull’educazione e sulla prevenzione a partire dal rafforzamento dei servizi in generale o, ad esempio, quelli per la presa in carico di uomini autori di comportamenti violenti che intendono intraprendere un percorso di cambiamento.
Temi fondamentali per un serio e vero contrasto alla violenza.

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