Sui voucher c'è un vuoto normativo che va colmato

Sui voucher c'è un vuoto normativo che va colmato

20 marzo

Qualora il Parlamento dovesse convertire in legge il decreto sui voucher così come è uscito dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, cosa che auspico, è del tutto evidente che si viene a creare un vuoto normativo che deve essere assolutamente colmato. Per questo ritengo che vada fin da subito aperto un confronto tra governo e parti sociali per porre rimedio al tema del lavoro occasionale e accessorio.

Del resto il fine dell'iniziativa referendaria della Cgil era chiaro. Abrogare i voucher non ha mai significato infatti negare l'esistenza di questo tipo di lavoro e l'esigenza di una sua regolamentazione. Lo dico a quanti in queste ore "piangono" la cancellazione dei voucher e accusano la Cgil di favorire così il ritorno - se di ritorno si può parlare - del lavoro nero.

Si è deciso di azzerare uno strumento largamente uscito dai suoi confini e dallo spirito con cui era stato inizialmente pensato ben consapevoli che un attimo dopo ci sarebbe stato bisogno di rimettersi intorno a un tavolo.

La Cgil ha una sua proposta ed è contenuta nella Carta dei diritti del lavoro su cui sono state raccolte milioni di firme. La Carta è stata incardinata in Parlamento, altro successo della nostra iniziativa, e agli articoli 80 e 81 prevede una nuova disciplina dei lavori occasionali e accessori, con una serie di diritti - dalle ferie alla malattia - che fino a oggi non erano previsti.

Se ne parli, si apra una trattativa, ci si rimetta subito al tavolo. C'è una discussione di merito da affrontare perché è del tutto evidente che l'abrogazione di questo strumento da sola non basta a risolvere i problemi.
Obiettivo del referendum promosso dalla Cgil era quello di riaprire il grande tema del lavoro, della sua precarietà e di quale futuro e orizzonte offrire soprattutto ai nostri giovani. Era quindi un mezzo e non il fine.

Con la decisione del governo di recepire per intero i due quesiti referendari ora passiamo al secondo tempo di questa partita. Un secondo tempo in cui il sindacato dovrà fare il suo mestiere, che è quello di negoziare e contrattare soluzioni che migliorino le condizioni dei lavoratori.

Leggi l'articolo sul sito dell'Huffington Post

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